C’è bisogno di sanità pubblica, c’è bisogno di un nuovo progetto che riaffermi il diritto alla prevenzione alla cura e alla riabilitazione come diritto costituzionale inalienabile

La sanità pubblica in questi anni è divenuta terra di conquista di profitti, è passato sempre più il processo di aziendalizzazione che ha creato nei fatti il terreno di conquista del privato sul pubblico, si sono aumentate le convenzioni, sono aumentati i ticket sanitari, si sono distrutti gli ospedali di prossimità territoriali, è stato appaltato tutto il possibile.
è aumentato il precariato dei lavoratori, vi è stata una vacanza contrattuale di un decennio e solo alla scadenza della legislatura è stata elargita una mancetta elettorale, vi è sempre più una carenza di organici che insicura l’attività professionale, si sono creati i presupposti per una verticalizzazione e gerarchizzazione sfrenata del lavoro ad ogni livello
si è distrutto un rapporto solidaristico e di lavoro di equipe nella organizzazione del lavoro lasciando sempre più spazio alla gerarchizzazione e al corporativismo da straccioni delle diverse componenti sanitarie. Si è demandato a collegi e ordini professionali la tutela delle professioni sanitarie in assenza di un progetto che si facesse carico della complessità sociale e professionale di tutti i lavoratori della sanità.
La politica sindacale di questo progetto è rimasta progressivamente succube di logiche neocorporative assecondando sostanzialmente i progetti aziendali e rimanendo subalterna alla logica della riduzione dei costi e della presenza del privato. Per ribaltare questa tendenza occorrerebbe da parte sindacale la messa in campo di una capacità di elaborazione alternativa, che parta da un confronto vero con i servizi, i lavoratori e i cittadini e che metta al centro il rilancio del ruolo pubblico. C’è bisogno di riaffermare la prevalenza del pubblico sul privato attraverso la dotazione di fondi, personale, strutture, omogeneità di prestazioni su tutto il territorio nazionale. C’è bisogno di ribaltare il tavolo del le logiche di compatibilità riaffermando che il diritto alla salute non può e non deve accettare compatibilità aziendali ma deve partire dai bisogni di salute prendendo i fondi dove esistono cioè negli immensi profitti privati. C’è bisogno di riaffermare prepotentemente un piano sanitario nazionale che uniformi le prestazioni sanitarie su tutto il territorio ponendosi l’obiettivo di togliere gran parte delle deleghe sanitarie alle regioni. Occorre più stato e più programmazione perché sono solo i ricchi e i privilegiati che non hanno bisogno dello stato e delle tutele pubbliche.Su questo e su molto altro proviamo a ragionare insieme, prima che vi sia il rinnovo della legislatura per creare da ora un movimento che sappia saldare i bisogni degli utenti con quello dei lavoratori e con quello dei territori. Proviamo a ragionare insieme per creare movimenti e iniziative trasversali tra tutti quelli che hanno a cuore la sanità pubblica e i diritti sanciti dalla Costituzione. Un progetto che riparte dalla democrazia di base e partecipata in cui ciascuno vale uno e che prescinda dalle appartenenze politiche , sindacali o di movimento
Prima riunione congressuale venerdì 26 gennaio 2018 a Bologna